Ogni spettacolo è frutto di una profonda intesa tra pubblico e attori. L’atmosfera che si crea in platea plasma quanto accade sul palco: chi assiste ha un potere inimmaginabile sull’opera di chi recita. Per questo vogliamo ringraziare di cuore i 958 spettatori che ci hanno permesso di vivere con intensità ogni attimo della nostra interpretazione.

L’istruttoria di Peter Weiss non è uno spettacolo facile. Weiss ne ultimò la stesura nel 1965, al termine del processo che venti anni dopo i fatti vide riuniti nel tribunale di Francoforte vittime e carnefici di Auschwitz, non sempre su fronti opposti: molti dei testimoni appartenevano a quella zona grigia equidistante dagli aguzzini e dai prigionieri, in cui il confine fra colpa e innocenza si fa tragicamente sfumato. Questo testo dirige i riflettori proprio sull’insanabile, controversa ambiguità di quei tanti che del lager furono ingranaggi, senza volontà o pensiero; è la rappresentazione più autentica e toccante di quei 183 giorni di udienze, di desolazione, di ipocrisia, di dolore sempre vivo, di crudeltà normalizzata, di inspiegabile e insopprimibile orrore.

Vedere centinaia di ragazzi seguire tutto ciò con attenzione ed empatia, lasciandosi guidare nella ricostruzione spirituale di quel mondo e di quell’orrore, è la più grande ricompensa che avremmo mai potuto chiedere. Abbiamo avuto il privilegio di assistere a questa magia in tutte e tre le matinées in cui lo spettacolo è stato messo in scena, prima al Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio (FI), alle 11:00 di venerdì 27/01, davanti ad alunni di terza media e prima superiore, poi al Teatro Jenco di Viareggio (LU), nei due turni delle 08:30 e delle 11:30 di lunedì 30/01, per gli studenti degli Istituti tecnici e professionali della città. La partecipazione con cui è stato accolto il nostro lavoro è per noi una ricchezza incomparabile, dalla quale non ci separeremo mai.

In questa esperienza, abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone preziose, che con il loro sostegno ci hanno aiutato a raggiungere i ragazzi: a Campi Bisenzio, l’associazione Futura Memoria, sempre impegnata a tenere viva la coscienza civica e la riflessione immanenti alla Shoah; a Viareggio, i tanti professori che hanno accompagnato i propri studenti a teatro: un ringraziamento speciale va alla prof.ssa Cosimina Aversa, nostra referente per l’Istituto Artiglio, alla prof.ssa e vicepreside Glenda Pucci e alla DS Rossana Pacini dell’Istituto Piaggia, e, naturalmente, al professore e vicepreside Flavio Andreozzi dell’Istituto Marconi, nostro caloroso sostenitore. Una menzione particolare spetta infine al nostro regista Andrea Bruno Savelli e alla Fondazione dei Perseveranti, senza la cui fiducia e collaborazione non sarebbe stata possibile la nostra messa in scena.

Questa profonda intesa non si è fermata alla chiusura del sipario: nei prossimi giorni, grazie all’interesse dei docenti e degli allievi dell’istituto Marconi, incontreremo i nostri spettatori, risponderemo alle loro domande, ascolteremo le loro riflessioni, condivideremo pensieri e opinioni. Un’altra, importantissima opportunità per tenere vivo il dialogo tra platea e palco, uno scambio umano e culturale imprescindibile, che estendiamo gratuitamente e con piacere a tutte le classi che si sono recate a vederci.

La Memoria è un bene da custodire gelosamente, e da coltivare insieme; un percorso culturale collettivo, che coinvolge ogni parte. Vedere Scuola e Teatro fianco a fianco in questo cammino è un segno di speranza per ognuno di noi e, crediamo, per tutta la città. Grazie, di nuovo e per sempre.

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